FAQ

ODV, Servizi e Supporto

Come è nato Il Filo di Simo?
L’associazione è nata per volontà di due genitori che si sono trovati ad affrontare l’immenso dolore della perdita di un figlio -Simone-, e insieme ai suoi amici hanno deciso di trasformare il loro dolore in Ascolto, Presenza e Aiuto.

I principali servizi offerti dall’associazione prevedono da una parte consulenza e percorsi completi di supporto psicologico e psicoterapia, anche a prezzi calmierati in caso di difficoltà economica; dall’altra la sensibilizzazione e la divulgazione di tematiche intorno a ciò che comunemente conosciamo come “depressione”, “suicidio” e “lutto”, attraverso l’organizzazione di eventi. Altre iniziative particolari de Il Filo di Simo consistono nella progettazione di percorsi psicologici di gruppo e di interventi sul territorio.
Cosa facciamo

L’associazione Il Filo di Simo offre assistenza telefonica per fissare ed organizzare gli appuntamenti. Il servizio è sempre attivo; qualora non riceveste subito risposta, lasciate un messaggio con i vostri riferimenti e verrete richiamati appena possibile. Tel.: +39 351 503 2430

Il contatto telefonico iniziale viene gestito tramite la Segreteria dal Coordinatore, il quale, dopo un primo colloquio, provvede ad attivare un terapeuta che, in base alla provenienza dell’utente, fisserà l’orario del primo incontro presso la sede più idonea.

Orari sportelli ascolto

Ad oggi, lo sportello è attivo in diversi comuni della provincia di Treviso, che ci offrono i loro spazi per poter ospitare i colloqui (Ponzano, Oderzo, Silea, Villorba e Zero Branco).

Oltre alle attività di supporto psicologico e di sensibilizzazione, Il Filo di Simo realizza progetti dedicati ai piccoli gruppi, come il “Laboratorio Familiare” e il “Laboratorio Survivors”, e iniziative rivolte alla comunità come le “Lezioni in Musica” e la rassegna “Amico Fragile”. Le attività de “Il Filo di Simo” sono in continua evoluzione e siamo sempre aperti alla possibilità di partecipare in collaborazione con altre realtà, o di realizzare progetti totalmente nuovi.
I terapeuti che collaborano con Il Filo di Simo sono tutti psicologi iscritti all’Albo tenuti ad osservare il rispettivo Codice Deontologico. Sono orientati sui medesimi obiettivi, e l’aver intrapreso percorsi formativi differenti permette alla squadra di offrire un ampio ventaglio di possibili linee strategiche. Ogni richiesta dell’utenza viene inoltrata al Coordinatore, che a sua volta attiverà il terapeuta ritenuto più adatto alla situazione.
“Il Filo di Simo” propone interventi focalizzati su obiettivi condivisi e sulla relazione terapeutica, prendendo come oggetto d’indagine le narrazioni riportate dall’interlocutore. Gli obiettivi specifici di un percorso sono sempre condivisi con l’utente e in linea con le sue esigenze (in quanto processi interattivi che portano ad una richiesta). Da ciò vengono elaborate delle strategie che possano condurre verso lo scopo prefissato.
I costi del servizio variano secondo la condizione economica dell’utente: esiste una tariffa base concordata con i professionisti, e da loro direttamente incassata. In caso di difficoltà economica, e in base all’ISEE dell’utente, l’associazione interviene economicamente con percentuali variabili dal 50% al 100% dell’importo. In caso di ISEE superiore ai 26.000 €, i richiedenti verranno ricevuti presso lo studio privato del terapeuta, secondo il suo tariffario.

Gli sportelli sono accessibili a chiunque sia stato affidato ad un terapeuta dopo una richiesta di seduta psicologica. Qualora possibile, il Coordinatore dei terapeuti assegna all’utente lo sportello più vicino.

Proprio perché vengono offerti percorsi completi, questi si concludono al raggiungimento degli obiettivi concordati. Da ciò risulta impossibile stabilire a priori la durata, poiché gli obiettivi specifici sono sempre diversi a seconda del caso in essere. Allo stesso tempo l’utente ha sempre la possibilità di interrompere le sedute, qualora lo ritenga opportuno.
Non tutti i terapeuti de Il Filo di Simo dispongono della possibilità di offrire un percorso online. Per verificare la disponibilità di una seduta da remoto, contattaci.

Il primo colloquio avviene telefonicamente con il Coordinatore dei terapeuti; qui viene raccolta la storia dell’interlocutore e viene spiegato come l’associazione opera. Dopodiché la persona viene inviata al terapeuta ingaggiato e durante questo altro primo colloquio vengono illustrati (e fatti firmare) i moduli di presa in carico e di consenso informato sul trattamento dei dati personali. A questo punto il terapeuta può illustrare all’utente come funziona un percorso psicologico e come viene costruito il rapporto terapeutico, nonché l’approccio e la metodologia che verranno adottati. Viene dunque esplorata nel dettaglio la richiesta che ha portato la persona a rivolgersi a Il Filo, prima di formulare un mandato per il percorso.

La privacy e la riservatezza di ciascun utente vengono tutelate sia dal Coordinatore che dal terapeuta che lo prenderà in carico. Entrambi i ruoli sono ricoperti da psicologi regolarmente iscritti all’Albo professionale, quindi tenuti a rispettare un preciso Codice Deontologico. Ogni percorso inizia necessariamente con la presa visione e la firma di un modulo di consenso informato sul trattamento dei dati personali.

Al raggiungimento degli obiettivi terapeutici, viene offerto un periodo di qualsiasi attività sportiva, musicale, artistica o artigianale di gradimento dell’utente. Il Filo di Simo è in contatto con diverse associazioni distribuite sul territorio della Provincia di Treviso; la rete è in continua evoluzione e, valutando caso per caso, verrà proposta l’attività più in linea con le esigenze del momento, per ciò che le disponibilità permettono.

In caso di presa in carico di un minore, il terapeuta si mette a disposizione per ciascun membro del nucleo familiare intorno all’utente. Nonostante occorra il consenso di entrambi i genitori, durante il percorso verranno tutelate la privacy e la riservatezza di ciascun soggetto in contatto con il terapeuta. Se invece il familiare di un utente maggiorenne volesse fare richiesta di una seduta psicologica, tendenzialmente viene affidato a un terapeuta diverso, sempre al fine di tutelare la relazione terapeutica già in corso.
Un’altra occasione formativa dedicata alle famiglie viene offerta tramite l’esperienza in gruppo dei laboratori familiari.

Solitamente il terapeuta viene scelto e assegnato dal Coordinatore secondo criteri di competenze offerte e di sportelli disponibili, ma ogni richiesta di appuntamento con uno specifico professionista verrà presa in considerazione e valutata.

FAQ su Volontariato, Donazione e Collaborazione

Come posso diventare volontario de Il Filo di Simo?

L’associazione è organizzata su vari livelli, con ruoli molto diversi fra loro che non riguardano solo l’ambito psicologico, ma anche quello comunicativo, creativo, amministrativo-legale ed informatico. Chiunque è benvenuto in qualità di volontario. Inviaci una richiesta e vedremo come valorizzare la tua disponibilità e le tue competenze.

Ciascuna donazione rappresenta un prezioso sostegno per continuare a offrire supporto psicologico e psicoterapeutico e a promuovere il benessere mentale dei giovani e delle loro famiglie. Contribuisci oggi stesso con la tua generosità.

Fai una donazione tramite bonifico: IBAN IT32J0874912001000000465175

Dona il tuo 5×1000
Codice fiscale: 94170080264

Fai una donazione tramite paypal

Una volta accolto, il volontario potrà fare riferimento al Coordinatore delle Risorse Umane, che provvederà a metterlo in contatto con i ruoli nell’area per la quale si è manifestato interesse. Seguiranno quindi momenti di formazione interna e affiancamento nei compiti che il volontario si metterà a disposizione per svolgere.
Per quanto i ruoli siano definiti, ciascun membro de Il Filo di Simo investe nell’associazione gli sforzi e il tempo che riesce a mettere a disposizione; dunque non ci sono posizioni totalmente chiuse, e qualsiasi ruolo a livello gestionale e operativo può essere ricoperto dalle opportune conoscenze e competenze che qualunque volontario possa esercitare. I ruoli dell’Area Psi sono invece riservati a psicologi e psicoterapeuti regolarmente iscritti all’Albo professionale dell’Ordine degli Psicologi.
Per entrare ne Il Filo di Simo, non occorrono necessariamente esperienze pregresse nel settore delle organizzazioni di volontariato. Chiunque voglia diventare nostro volontario verrà coinvolto nelle attività che più coincidono con i suoi interessi e le sue competenze.
Non c’è una soglia minima di impegno richiesto per partecipare alle nostre attività. Tuttavia l’azione dei soci e dei volontari deve riflettere la consapevolezza di essere inseriti in una rete di interazioni, dove vige la responsabilità comune di dare e darsi nelle possibilità di ciascuno, all’insegna dell’accoglienza, del dialogo e dell’attenzione verso chi è in difficoltà.
Se hai un progetto definito, o anche solo un’idea per una possibile iniziativa che potremmo realizzare nel tuo Comune, o vorresti coinvolgere Il Filo di Simo in un evento in collaborazione con altre realtà, contattaci e ascolteremo con interesse la tua proposta.

Se sei regolarmente iscritto all’Albo professionale di un qualsiasi Ordine degli Psicologi sul suolo nazionale, che tu sia psicologo, psicoterapeuta o specialista, e sei interessato a condividere i nostri obiettivi e le nostre linee strategiche, contattaci e ti risponderà il nostro Coordinatore dei terapeuti.

FAQ sulla Comunità e il Progetto

Che cosa significa “Cultura della Salute”?
Il Filo di Simo si riconosce in una visione di “Cultura” come processo discorsivo legato all’abitare un luogo specifico, che persiste indipendentemente dagli usi e i costumi, e in un costrutto di “Salute” intesa come insieme di modalità discorsive che anticipa teorie biografiche. Dunque mira a promuovere un processo legato al territorio che permetta a tutti i suoi membri di poter (per esempio) contemplare in anticipo le implicazioni del proprio agire.
La Salute, per come la intende l’associazione, non si esaurisce nella cura degli aspetti sanitari del singolo, ma si costruisce circolarmente nel tessuto delle interazioni tra persona e comunità, e nell’assunzione condivisa di responsabilità rispetto a obiettivi comuni. In questo modo si contempla (e quindi si incoraggia) il contributo del singolo cittadino come promotore di coesione sociale dell’intera comunità.
Il Filo di Simo esegue un monitoraggio post–psicoterapia a percorso ultimato, tramite contatti telefonici con l’utente. In caso ne faccia richiesta, l’utente può essere ripreso in carico dall’associazione.
La comunicazione con cui si sensibilizza su questi temi è fondamentale per aiutare gli studenti e il personale scolastico ad esprimersi ed eventualmente riconoscere delle situazioni a rischio. Per questo Il Filo di Simo ha progettato e realizzato iniziative dedicate come “Amico Fragile” e “Lezioni in Musica”, cercando di stabilire dei contatti che servano.
Spesso si decide di intervenire solo in un’ottica di emergenza, a fatto avvenuto. La possibilità di agire in anticipo è alla portata di ciascun membro di una comunità, entro i propri margini di manovra. Prova a coinvolgere la tua amministrazione comunale, sensibilizzandola sui temi della salute e del benessere psicologico, e mettila in contatto con noi; o in alternativa richiedi dove poter trovare il nostro sportello più vicino.
Può rivelarsi faticoso intraprendere nuove attività in contesti che non ci sono familiari, ma il vero cambiamento non si ferma a ciò che può succedere in seduta, anzi si estende a tutte le possibili situazioni della quotidianità. Una delle funzioni necessarie di un obiettivo terapeutico è innescare nuove interazioni; quindi le attività sociali sono particolarmente utili per poter progredire nel percorso psicologico, o addirittura maturare esperienza e raccogliere nuovi spunti da esplorare durante i colloqui col terapeuta.

FAQ sulla Sensibilizzazione

Quali sono i prossimi incontri organizzati da Il Filo di Simo?

Puoi consultare la sezione dedicata qui.

Il Filo di Simo organizza eventi per diffondere conoscenze relative ai temi più psicologicamente rilevanti per i cittadini, al fine di superare gli attuali stigmi sociali. Questi incontri coinvolgono i professionisti del settore e spesso anche rappresentanti dell’amministrazione comunale che di volta in volta ci ospita; si tratta di offrire occasioni di interazione e contatto fra membri della comunità.
Certamente. Se sei un dirigente scolastico, un membro del personale, uno studente o un genitore, coinvolgi il tuo consiglio d’istituto per organizzare un evento con noi. Vedremo come poter offrire le nostre competenze per rispondere alle vostre esigenze.
Se sei un amministratore comunale con un tema da proporre e uno spazio che potresti mettere a disposizione, contattaci e ascolteremo con interesse la tua richiesta.

Può essere sempre utile trovare il modo di potersi informare consultando testi scientifici o ascoltando dei professionisti del settore. Va anche considerato che temi come la depressione e il suicidio hanno prodotto nel tempo una letteratura (scientifica e non) vastissima, e quindi anche modi diversi di parlarne. Più che chiedersi “come parlarne in modo corretto”, il Filo di Simo si chiede “come far sì che se ne possa parlare”.

Per questo nei nostri eventi cerchiamo di portare anche delle testimonianze, sia di chi l’ha vissuto in prima persona sia di chi l’ha vissuto in maniera più marginale, che sono ugualmente preziose nella loro potenzialità di generare conoscenza.

Ancora non sono a disposizione corsi di formazione completi, tuttavia è possibile valutare l’organizzazione di eventi di approfondimento dedicati ai professionisti in vari settori, fra cui anche quello sanitario. Contattaci e ascolteremo con interesse le tue richieste.

Il primo passo è proprio mostrare un’apertura alla discussione di questi temi, per quanto possano essere ritenuti delicati. Se pensi che nel tuo Comune non si parli abbastanza di salute e benessere psicologico, prova a coinvolgere la tua amministrazione comunale e mettila in contatto con noi per poter organizzare un evento di divulgazione.

Le serate divulgative sono aperte a tutti ed è incoraggiato e benvenuto il contributo di ciascun cittadino, che sia in forma di domande o riflessioni. Poter entrare in dialogo è una parte importante del processo verso una nuova coesione sociale.
Per non perderti le prossime serate puoi consultare la sezione dedicata qui.

FAQ su Suicidio e Depressione

Ho appena subito la perdita di una persona cara, a chi posso rivolgermi per ricevere aiuto?

Possiamo solo immaginare come tu ti stia sentendo in questo momento. E rendersi conto di aver bisogno di aiuto può richiedere grande fatica, ma rappresenta anche un importante passaggio verso la gestione di eventi come quello che ti ha coinvolto.
Per qualsiasi tua richiesta noi ci siamo, se vuoi parlarne puoi contattarci telefonicamente.

Avere l’impressione che un conoscente stia attraversando un momento critico può mettere in difficoltà: da un lato ci si potrebbe ritirare perché incerti sul da farsi, dall’altro invece c’è il rischio di soffocare questa persona con aiuti non richiesti, che non rispondono alle sue esigenze. Mettiti a sua disposizione, sii disposto ad ascoltarlo secondo i suoi tempi e i suoi modi. E se lo vedi propenso a ricercare un aiuto professionale, proponigli di mettersi in contatto con noi.
Avere l’impressione (o la certezza) che un conoscente stia pensando al suicidio può essere spaventoso, o addirittura disarmante. Per quanto possa essere difficile, tieni presente che un pensiero o una dichiarazione sul suicidarsi sono ben distinti dall’atto in sé; e gli uni non precedono pedissequamente l’altro. Mettiti a disposizione di questa persona, sii disposto ad ascoltarla secondo i suoi tempi e i suoi modi. Considera la possibilità di proporle di mettersi in contatto con noi.
Possiamo solo immaginare come tu e i cari di questa persona vi stiate sentendo in questo momento. Coloro che vorresti aiutare potrebbero star gestendo la situazione in modi diversi, potrebbero star cercando sostegno così come potrebbero volere del tempo solo per sé stessi. Mettiti a loro disposizione, ma rispettando sempre la loro volontà. E se li vedi propensi a ricercare un aiuto professionale, proponi loro di contattarci.
“Postvention” è un termine usato in psicologia clinica per indicare un intervento a seguito di un suicidio, per la precisione un sostegno dedicato ai familiari e ai cari di chi si è tolto la vita. Molti approcci teorici della psicologia prevedono forme di postvention; nello specifico Il Filo di Simo propone cicli di incontri in gruppo, finalizzati ad offrire uno spazio di confronto tra chi ha vissuto l’esperienza del suicidio di una persona cara. Nella condivisione, l’intento è quello di costruire nuovi significati per riuscire a gestire “il dopo” e ricollocarsi nella vita quotidiana a partire dalle piccole cose.
Parlare di suicidio in qualità di esperto sul tema certamente richiede di non incorrere in errori metodologici; d’altro canto pensiamo che tutti siano nella possibilità di parlare del suicidio in quanto rappresentazione ricca di significati su tale gesto. Il Filo di Simo ritiene che il principale modo per “peggiorare la situazione” sia non parlarne mai e sentirsi impossibilitati a parlarne. Posto che l’importante è continuare a dialogare, occorre dunque interrogarsi che implicazioni porterebbe parlare del tema in un modo piuttosto che in un altro.

Il Filo di Simo adotta l’approccio secondo il quale un suicidio non si può prevenire in quanto effetto di una causa. Indagare sui processi discorsivi e narrativi implica che il suicidio sia sempre un esito possibile, ma allo stesso tempo diventa sempre possibile anche il voler continuare a vivere, indipendentemente dallo stato attuale delle cose.

A fronte di una situazione descritta è possibile cogliere modalità comunicative che indicano un’esigenza su cui poter intervenire.

“Non rimane altro da fare” —> “Considerare le possibili opzioni” “Previsione del proprio futuro” —> “Anticipazione dei possibili scenari” “Delega” —> “Responsabilità”

Voler cercare dei “segnali di depressione” presuppone che l’indagine sia focalizzata sull’individuo e le sue caratteristiche; quindi questi segnali, una volta rilevati, servirebbero a spiegare e a predire quei comportamenti racchiusi nel termine “depressione”… tranne tutte quelle volte in cui non lo fanno. Il Filo di Simo configura gli stati depressivi come risultati di un processo interattivo: l’apparente incapacità di controllare la propria realtà.

Il non riuscire a contemplare scenari futuri alternativi, per esempio, non è predittore della “depressione”, ma rappresenta una modalità discorsiva sulla quale poter intervenire, per far sì che la si possa gestire nei momenti in cui si manifesterà.

Voler “curare la depressione” presuppone che la si stia configurando come disturbo depressivo, diagnosticabile secondo precisi criteri clinici.

Il Filo di Simo punta ad offrire un approccio differente, secondo il quale la “depressione” viene configurata come “stato depressivo” in quanto risultato non di fattori individuali o ambientali, ma di processi interattivi, che possono produrre un qualsiasi esito fra quelli ugualmente possibili.

Lavorare con la persona sullo sviluppo delle sue competenze interattivo-comunicative può aiutarla a mettere in moto processi differenti da quelli inizialmente contemplati, per arrivare dunque ad anticipare le implicazioni di certe condotte in alternativa ad altre.

Un aiuto “professionale” può essere fornito solo da un professionista dotato delle adeguate competenze, questo vale per qualsiasi professione. Ma un aiuto può assumere varie forme e può essere efficace o meno a seconda di quanto raggiunge l’obiettivo che ci si prefigge. Anche il semplice essere presente e ascoltare qualcuno può essergli di grande aiuto, se l’intento è farlo sentire meno solo. Un altro possibile aiuto da “non professionista” è segnalare a questa persona l’esistenza de Il Filo di Simo, proponendo la possibilità di metterci in contatto.
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