C’è un filo invisibile che collega il dolore alla speranza. A volte quel filo si chiama coraggio, e prende la forma di due ruote su una strada aperta.
Nicolò Fava, 28 anni, ha perso il suo amico Federico due anni fa. Un vuoto che non si chiude, ma che lui ha scelto di non lasciare muto. L’8 aprile è partito da Spresiano in bicicletta, con davanti a sé oltre 14.000 chilometri, tra 10 e 14 Paesi europei, fino a sei mesi di viaggio. Non per fuggire da quel dolore, ma per trasformarlo in qualcosa che possa proteggere qualcun altro.
Ogni mille chilometri percorsi, Nicolò farà una donazione a Il Filo di Simo e porterà la nostra storia ancora più lontano, fin dove arrivano le sue gambe e la sua voce sui social.
È un gesto che ci tocca profondamente. Perché dimostra che il lavoro che facciamo ogni giorno — stare vicini a chi soffre, prevenire, ascoltare, non resta chiuso tra quattro mura. Arriva alle persone. Muove le persone.
Nicolò potrebbe stare a casa. Invece pedala. Per Federico, certo. Ma anche per tutti quelli che non conosciamo ancora, e che forse, grazie a questo viaggio, troveranno la strada per chiedere aiuto.
Seguiamo insieme questa impresa. Condividiamola. Perché ogni chilometro che Nicolò percorre è un chilometro che percorriamo anche noi, verso un mondo in cui nessuno debba affrontare il buio da solo.


